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Atto di fede, qual è la storia vera del miracolo di John che ha ispirato romanzo e film?

Atto di fede (titolo originale: Breakthrough) è un film drammatico di stampo cristiano uscito nel 2019 e tratto dal libro The Impossible, che racconta una storia vera su cui torneremo da qui a breve.

Prodotto dalla 20th Century Fox (tra le altre realtà) e distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures, è uscito negli Stati Uniti il 17 aprile del 2019 ed ha ottenuto un importante successo al botteghino, con oltre 50 milioni di dollari incassati a fronte di una spesa di 14 milioni.

Pur avendo ricevuto critiche discordanti (online parliamo di una media di review leggermente inferiore alla sufficienza, con molte critiche circa la trama prevedibile pur dinnanzi ad un messaggio di fondo positivo) il film vanta una candidatura agli Oscar del 2020 per la migliore canzone grazie a I’m Standing With You di Diane Warren.

Atto di fede, la storia vera

Come dicevamo, la storia di Atto di Fede è tratta dal libro The Impossible: The Miraculous Story of a Mother’s Faith and Her Child’s Resurrection (L’Impossibile: La miracolosa storia della fede di una madre e della risurrezione del figlio, per tradurre letteralmente il titolo).

La storia (scritta da Joyce Smith, protagonista della vicenda come madre) parla del dramma di una famiglia della cittadina di Lake St. Louis, nel Missouri (cittadina da nemmeno 15000 anime secondo il censimento del 2010 citato da Wikipedia).

Il 19 gennaio 2015 un adolescente di nome John scivola nel lago ghiacciato che dà il nome alla cittadina e rimane sott’acqua (senza poter respirare e a temperature proibitive per chiunque) per 15 minuti.

La situazione sembra disperata: viene recuperato, portato di corsa al pronto soccorso e diviene oggetto di 45 minuti di rianimazione senza esito.

Sembra morto, finché la madre invoca lo Spirito Santo e così John (che di Joyce è figlio adottivo) riprende a dare segni di vita, con i dottori che scriveranno sulla cartella clinica del ragazzo: “Paziente deceduto, riportato in vita dalle preghiere della madre“.

Ed è proprio la persistenza di Joyce ad essere il cardine di questa storia di fede, oltre che la miracolosa operazione di recupero dal lago ghiacciato in sé, come raccontato dal produttore del film DeVon Franklin: “Quando sei sott’acqua per un certo lasso di tempo senza ossigeno, le possibilità di recupero medico sono pari a zero. John, invece, non ha riportato alcun danno: cervello, polmoni e occhi, sembrano non aver vissuto mai nessun trauma. La sua guarigione è a tutti gli effetti un miracolo. Se ci pensiamo, anche prima che Joyce pregasse per John, miracolosi furono già i soccorsi di pompieri e soccorritori giunti immediatamente sul posto. Il lago di St. Louis è enorme e trovare qualcuno è come cercare un ago nel pagliaio. Nessuno era a conoscenza di dove fosse esattamente John, eppure il pompiere Tommy Shine sentì una voce che lo guidò: in un primo momento, si convinse che era quella del suo capo ma scoprì poco dopo che a parlare fu qualcun altro di molto più in alto. Il dottor Sutterer, padre di un amico di John e primo medico a occuparsi del ragazzo, passò poi 45 minuti a cercare di portarlo in vita, un tempo insolitamente lungo, e lo stesso dottor Garrett, un rinomato specialista mondiale, si affidò a Dio per salvarlo”.

Una serie di circostanze che hanno fatto sì che John si salvasse e tutti noi potessimo apprendere la sua storia grazie a questo Atto di fede.

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