The Great Wall 2 si farà? Il primo capitolo è stato un flop, escluso un sequel

The Great Wall 2 non si farà. La pellicola non è stata nemmeno programmata, visto il grande flop del primo capitolo. Cosa è successo?

The Great Wall: cosa è successo

The Great Wall è stato un flop tale da convincere tutti a rinunciare a un secondo capitolo. Ma perché? Il film con Matt Demon non ha accontentato né il pubblico americano (che lo ha prodotto) né quello cinese (a cui si ispira). Così, al cinema è stato un vero disastro.

Infatti, è da tempo che gli Stati Uniti vedono come ghiotta l’occasione del mercato cinese. Così, arrivano le produzioni dedicate. Infatti, il mercato cinese nel settore cinema è secondo solo a quello americano.

Per questo, Hollywood sogna Pechino con produzioni come The Great Wall. Il problema è che è un mercato difficile da analizzare, perché è nuovo. Quindi, succede che quello che si pensa sia un successo diventa un flop e viceversa.

In più, ci sono le forti censure del Governo cinese. Pochi film stranieri arrivano in Cina e se qualche tema è contro il regime (magari perché si parla di temi come l’omosessualità, per esempio) si finisce bannati dal mercato senza appello.

Molte multinazionali, come Disney, hanno tagliato tutto il possibile pur di piacere al nuovo mercato. Nel 2016, proprio con The Great Wall, Universal cerca di trovare il giusto compromesso, ma mette tutti d’accordo… Contro il film!

Cosa disse la critica

Cosa sconvolse pubblico e critica? Diverse le questioni. Intanto, l’accostamento di attori americani e cinesi, di fama nei rispettivi Paesi. Questo penalizzò la storia, che apparve da subito insensata.

In più, la collaborazione della Universal con il Governo cinese con una coproduzione, trasformò il film in un polpettone propagandistico a favore del regime.

Così, la pellicola guadagnò 171 milioni di dollari in Cina e 45 milioni negli Stati Uniti. A conti fatti, si salvò vendendo la pellicola a Netflix, a Pay Tv e nel formato Home Video.

Il film, però, divenne una lezione per tutti i produttori, che da quel momento cercano di trovare il compromesso già nella sceneggiatura, evitando accozzaglie.

Per un seguito, però, la Universal disse “Mai più”.

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Annarita Faggioni

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