L’amato conduttore Piero Chiambretti è tra coloro che hanno pagato il dazio più alto a causa del coronavirus.
E’ stato ricoverato in condizioni gravi, in prima persona, ed ha perso l’amata mamma Felicita.
Sono passati quattro mesi da quei drammatici giorni e Chiambretti si è recato presso l’ospedale Mauriziano di Torino per partecipare a una celebrazione laica dedicata alle vittime del Covid-19.
E si è raccontato alla Stampa, nei limiti del suo voler non rendere pubblico la tremenda esperienza: “Non amo rendere pubblico quello che è privato. Dietro quelle due settimane in ospedale ci sono la malattia, la morte di mia madre, il senso della vita che è cambiato, il ripensamento delle mie scelte professionali. È stata un’esperienza troppo personale, troppo dolorosa per farla diventare un fenomeno da baraccone”.
E così Chiambretti ha detto di no alla Mondadori che ha chiesto a Chiambretti di scriverci su un libro.
E circa l’ipotesi di tornare in tv, niente è certo ancora:
“Non so se tornerò in tv, e non ho ancora definito con Mediaset i programmi per la prossima stagione. Vorrei che l’anno nuovo portasse vita nuova. Mi piacerebbe fare qualcosa che non ho mai fatto prima, di diverso”.
Questa la sua idea:
“Un programma in prima serata in cui i bambini si sostituiscono agli adulti. Si dice sempre che loro saranno i grandi di domani, ma molte volte sono già i grandi di oggi. Questa di massima sarebbe l’idea. Poi si sa, la televisione è peggio del calcio: tutti i giorni si cambia idea”.
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