Quest’oggi si è potuto leggere, qui e lì, di “Pierfrancesco Favino tra i nuovi membri italiani dell’Academy Awards per il 2020, che voteranno per i prossimi Oscar”.
Si tratta di una notizia scritta in maniera approssimativa.
Gli Academy Awards altro non sono che gli Oscar in sé.
Sono gli appartenenti all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (che se proprio vogliamo abbreviare, dovremmo scrivere “Academy”) una organizzazione statunitense composta da alcune migliaia (su Wikipedia si parla di 9921 – cui si vanno ad aggiungere gli 819 annunciati ieri) di professionisti dello spettacolo.
L’organizzazione è divisa in 17 rami / branche:
Attori
Direttori del casting (branca creata il 31 luglio del 2013)
Direttori della fotografia
Costumisti (inseriti in precedenza nella branca dei Direttori artistici)
Scenografi (come per i costumisti)
Registi
Documentari
Esecutivi
Montatori
Truccatori e acconciatori
Musiche
Produttori
Pubbliche relazioni
Cortometraggi e film d’animazione
Suono
Effetti speciali
Sceneggiatori
Da quest’anno ne farà parte anche il nostro Favino. L’anno scorso erano entrati altri tre grandissimi con Verdone, Servillo e Giannini.
L’organizzazione – attualmente presieduta da David Rubin (eletto nel 2019, primo direttore del casting a ricoprire il ruolo) – sta fortemente cercando di internazionalizzarsi e ad aprirsi alle minoranze se è vero che quest’anno sono stati invitati nell’Academy 819 persone di cui il 45% donne, il 36% membri di minoranze etniche e il 49% di membri internazionali (da 68 paesi).
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