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Sogni in quarantena: come il coronavirus ha cambiato le nostre notti

La quarantena che stiamo vivendo ha influito, non solo sulla nostra routine quotidiana, ma anche sulle nostre abitudini notturne.

Molte persone in quarantena dormono meno del solito, accusando sintomi di ansia e stress post-traumatico, ed anche gli scienziati si sono interessati all’argomento, spiegando cosa succede alle nostre menti nelle lunghe notti del lockdown.

In tutto il mondo i ricercatori che studiano i sogni hanno notato, al tempo del Covid-19, un incremento nella quantità di sogni più vividi e, in certi casi, di incubi.

Ma perché succede?

Secondo il dottor Patrick McNamara, professore di neurologia alla scuola di medicina della Boston University, le sensazioni di paura ed ansia per la pandemia si stanno riversando nei sogni.

Molti studiosi, infatti, attribuiscono la vividezza dei sogni al caos emotivo e fisico che molti stanno vivendo. La teoria della continuità dei sogni ipotizza che le persone sognano ciò che pensano o fanno quando sono sveglie. Conseguentemente, se sentiamo un certo livello di stress per la pandemia o per il lavoro o la famiglia, allora è normale che questo tipo di temi appaiano nel contenuto dei nostri sogni.

Anche per questo, alcuni ricercatori ritengono che i sogni abbiano una funzione nel prepararci a situazioni difficili o impegnative che affrontiamo quando siamo svegli. Durante il sogno, la mente elabora un problema.

Quando accade qualcosa fuori dall’ordinario, come una pandemia, il nostro cervello può elaborare l’esperienza attraverso il sogno sciogliendo la carica motiva dell’esperienza.

Ci sono, però, alcune strategie che possono aiutare. Ad esempio creare uno spazio per dormire nel quale ci si senta al sicuro e permetta di dormire bene. Andare a dormire sempre alla stessa ora, se possibile e svegliarsi alla stessa ora: questo aiuta a regolare l’orologio biologico e potrebbe anche aiutare ad addormentarvi.

Inoltre, fare un’attività rilassante prima di andare a letto, in uno spazio senza luci forti: aiuta a separare il tempo del sonno dalle attività che possono causare eccitazione, stress o ansia e che possono rendere più difficile addormentarsi e avere un sonno sano e profondo o determinare gli incubi più bizzarri.

Flavia Nicolosi

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