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Chi sono i travellers irlandesi? Leggende e misteri dei campi nomadi

I Travellers, gli zingari d’Irlanda, sono una comunità di cui pochi conoscono l’esistenza, ma dalle caratteristiche uniche.

Ad oggi, vi è incertezza sulle loro origini e sui motivi che li spingono a condurre una vita viandante.

Tra le leggende e le storie che circolano sulle loro origini, degna di essere ricordata per il suo fascino quasi fiabesco è quella di un membro della comunità, Patrick Stokes che raccontò un giorno nel suo accampamento ad un ricercatore.

Patrick l’aveva ascoltata dal padre, e così, via via andando a ritroso, i racconti di fantasia diventano folklore e basi di una cultura zingaresca.

La storia narrava degli uomini responsabili della crocifissione di Gesù che cercavano qualcuno che fondesse i chiodi e mettesse insieme una croce. Il falegname rifiutò per primo e l’unico che alla fine si lasciò convincere fu il lattoniere. Guardandolo, Gesù gli disse: il falegname dovunque andrà sarà ricco e fortunato. Ma il lattoniere sarà condannato a vagare per sempre sulla terra e non troverà mai una casa.

Da qualche tempo, tuttavia, la cultura e il modo di vivere dei travellers hanno sollevato molta curiosità.

Infatti, nei loro campi c’è un continuo via-vai di studiosi, armati di macchine fotografiche e registratori.

Tra questi, la fotografa Emma Williams di 23 anni, che ha trascorso circa quattro mesi l’estate scorsa con la comunità di Bashley Road a Londra catturando scorci della loro vita quotidiana.

La giovane freelance ha visitato l’accampamento quasi ogni giorno per acquisire una comprensione approfondita della loro cultura.

La Williams ha dichiarato durante un’intervista Quando ho finito l’università ho sempre avuto l’obiettivo di realizzare un documentario. Ero particolarmente interessata a scattare foto di qualcosa che è relativamente difficile da vedere o esplorare. La comunità dei travellers, mi è venuta subito in mente. Ero anche interessata al fatto che sono costantemente mostrati in una luce negativa nei media “.

Dalla sua testimonianza emerge che, nonostante, si tratti di uno stile di vita lontano da quello a cui siamo abituati, i travellers hanno valori e tradizioni rispettabili, in un’ottica di accettazione e di inclusione che dovrebbe appartenerci.

Flavia Nicolosi

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